Nations League: l’Italia esulta contro il Belgio | sport

In una partita con più chicha del previsto, l’Italia è rimasta al terzo posto nella Nations League, un bottino di Pirro per i campioni d’Europa che significherebbe almeno aggiungere punti nella classifica FIFA per assicurarsi spazio come pareggio se sigilla il passaggio per il prossimo Mondiale. Il Belgio è meno preoccupato per la situazione in quanto ha guidato la classifica per tre anni riflettendo il predominio statistico quasi inesistente. Per le partite importanti, la squadra allenata da Roberto Martínez non è sempre all’altezza delle aspettative. La sconfitta di Torino contro l’Italia potrebbe anche vederlo cadere prima o poi dal trono delle statistiche.

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Gianluigi Donnarumma, Emerson, Acerbi, Alessandro Bastoni, Di Lorenzo, Barella (Cristante, min.69), Manuel Locatelli, Lorenzo Pellegrini (Jorginho, min.69), Giacomo Raspadori (Kean, min.64), Berardi (Insigne, min. .90) e Federico Chiesa (Bernardeschi, min.91)

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Belgio

Courtois, J. Denayer, Alderweireld, Vertonghen, Tielemans (De Bruyne, min. 58), Witsel, Carrasco (Trossard, min. 86), Castagne, Alexis Saelemaekers (Charles De Ketelaere, min. 58), Vanaken y Batshuayi

obbiettivo 1-0 min 45: Barella. 2-0 minuto 64: Berardi. 2-1 min 85: Charles De Ketelaere.

Carta gialla Vertonghen (min. 13), Di Lorenzo (min. 29), Witsel (min. 55), Alderweireld (min. 62) ed Emerson (min. 81)

L’Italia ha mostrato la strada al Belgio. Era eccitato quanto lui, eccitato a volte, osando fin dall’inizio applicarsi in una pressione che aveva più gas che sedimenti, ma mostrava muscoli. In un duello procedurale segnato dall’assenza (Hazard e Lukaku non sono più in squadra e De Bruyne ha trascorso la prima ora del match in panchina, con Verratti, Jorginho e Insigne anche seduti), l’Italia ha mostrato una piuma simile a quella che lo ha portato al trono europeo l’anno scorso. Interpretare il modello della pressione sul possessore di palla che trasforma ogni partita in una dura prova per qualsiasi avversario. Anche se questa volta non aveva abbastanza fisico per interpretarlo.

Il Belgio ha un sacco di lavori in vimini e categorie per sfuggire allo stress, ma arriva con uno stato d’animo malinconico. Inoltre in questa data fortuna e gol lo lasciano. Fino a tre volte ha terminato la posizione. Saelemaekers, Batshuayi e Carrasco l’hanno assaggiato. La squadra belga ha avuto più possibilità del calcio, ha avuto anche l’orgoglio di non lasciarsi trasportare. Ma l’Italia ha vinto, più concretamente. È stato in grado di segnare nell’ultima azione del primo tempo, ma Courtois ha frustrato Chiesa nell’heads-up. Gol al primo attacco dopo la ripresa, tiro dal limite di Barella su corner, omissione difensiva a suggellare la ribattuta.

Quando il Belgio è tornato dalla sconfitta e De Bruyne è venuto in soccorso, un rigore di Castagne a Chiesa, sempre con la migliore vestizione, ha deciso la partita. Berardi ha segnato e ha sollevato l’Italia, che ogni minuto che passava cadeva. I belgi hanno tenuto duro e i loro sforzi sono andati a vantaggio degli italiani, che si sono affrettati a difendere la vittoria con unghie, denti nuovi e un piede sostitutivo quando a cinque minuti dalla fine De Ketelaere ha colmato il gap con un punteggio mai ripetuto. .

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Rodolfo Cafaro

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