Napoli, “Europa del Terzo Mondo”? Un articolo di “Figaro” ha acceso un fuoco in Italia

Questo articolo a partire dal Figaro (solo clienti) pubblicato il 1 ottobre 2021, poco prima delle elezioni comunali in Italia. Il quotidiano francese ha spiegato perché i napoletani avrebbero scelto al primo turno un Gaetano Manfredi, ingegnere senza esperienza politica ma atteso come il Messia per rimettere in carreggiata la città dopo anni di cattiva gestione.

Perché il Napoli è in uno stato pietoso:”Sebbene alcune delle piazze rinnovate (…) siano tra le più belle d’Europa, la città rimane il Terzo Mondo d’Europa. La Galleria della Vittoria, asse centrale della città, è stata chiusa dopo essere crollata per mancanza di manutenzione. Il gigantesco deserto industriale Bagnoli è abbandonato da trent’anni. Ingorghi, edifici fatiscenti, giardini ricoperti di erba. (…) Scuole, bidoni della spazzatura, alloggi sociali, forze dell’ordine, vigili del fuoco, parchi pubblici… niente è meglio curato“.

questa espressione, “Terzo mondo”, ficcato come un osso di pollo alla cacciatora nella gola dei napoletani. Il rapporto non era affatto offensivo, solo realistico. Inoltre, non ha dimenticato di menzionare che la città ha un’Apple Academy. Ma i napoletani sono a sangue caldo. Con – anzi un po’ in ritardo – il malcontento si è diffuso sui social network.

Si autoinvitò nei titoli, ha vinto tutto ciò che hanno città e celebrità famose. “Non ci offendiamo… ma comunque evitate i cliché“, fece arrabbiare il boss della potente Confederazione mercantile. Il sindaco appena eletto denunciò un articolo “sleale” e silenziatore.Penso ai turisti, agli amici, agli stranieri che vengono qui, vuol dire che il Napoli è davvero un’altra cosa”.

In Repubblicain poi
Vi si recò anche il console francese chiamato in soccorso con la sua strofa: “Napoli non è Terzo Mondo, anche in senso metaforico. È così ovvio che non dovrebbe essere detto”. Laurent Burin des Roziers ricorda che abbiamo parlato”a partire dal una delle mete turistiche preferite dai francesi” (oltre 800.000 francesi hanno visitato Napoli nel 2018).

Ma il clou dell’evento è sabato 20 novembre, al Parc des Princes, durante la partita di calcio tra PSG e Nantes. In segno di solidarietà, i tifosi di Parigi hanno srotolato un grande striscione in italiano: “Le Figaro, carta da cesso!” (traduzione idiomatica: “al gabinetto Le Figaro“)

Questa polemica ha però riacceso il vero dibattito sul debito della città. Perché Napoli è stata distrutta. Con quasi tre miliardi di euro di debiti a fine 2020, ha il debito pro capite più alto di tutta Italia. Inoltre, non riescono più a riscuotere le tasse: sono quasi due miliardi di multe, tasse e tributi vari che non sono stati pagati.

Le Figaro ha anche ammonito nel suo articolo che il nuovo sindaco ha accettato solo di correre dietro alle garanzie che sarebbe stato attuato un piano nazionale per ripagare il debito comunale. Gli editori sono d’accordo su questo punto: non stiamo aspettando Le Figaro lo so ma sì, è il debito di un paese del terzo mondo.

Rodolfo Cafaro

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